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GRANDI SFIDE PER LO SHIPPING, MA L'ICS E' PRONTA PER AFFRONTARLE AL MEGLIO
Esben Poulsson ha passato il testimone della presidenza dell'ICS – International Chamber of Shipping – a Emanuele Grimaldi in un momento storico di massima complessità. La crisi energetica ha fatto lievitare i costi operativi e la transizione ecologica richiede enormi investimenti, mentre il dramma della pandemia ha sottoposto i marittimi a sacrifici senza precedenti. In questo quadro, quale eredità lascia il presidente uscente al nuovo? Grimaldi News ha domandato questo ed altro a Guy Platten, segretario generale dell’ICS, che ha accettato di rispondere a quest’intervista esclusiva.

“Durante il suo mandato di sei anni come presidente dell'ICS – dice Guy Platten - Esben Poulsson ha guidato con determinazione e lascia dietro di sé un settore più unito che mai. Tra gli altri risultati, Esben Poulsson lascia in eredità un'infrastruttura potenziata all'interno dell'ICS che ci permette di adattarci alle nuove sfide.

Ho piena fiducia nel fatto che Emanuele Grimaldi al timone sarà un eccellente ambasciatore della nostra organizzazione e sosterrà l'industria marittima nell’esplorare nuove opportunità. In qualità di membro del board di lunga data, Emanuele Grimaldi conosce perfettamente il lavoro che svolgiamo e le sfide che dobbiamo affrontare. È in una posizione eccellente per aiutarci a far fronte alle questioni più urgenti del settore marittimo, tra cui la decarbonizzazione, la sicurezza, il sostegno ai nostri marittimi, la digitalizzazione e la diversità.

La passione di Grimaldi per l’industria marittima è evidente e io e l'intero segretariato dell'ICS non vediamo l'ora di continuare a lavorare con lui durante il suo mandato di presidente. In un momento così importante per il nostro settore, è importante rappresentare l'intera industria in modo paritario, per poter continuare a crescere e prosperare in maniera sostenibile."

L'obiettivo delle emissioni zero richiede un grande impegno nella ricerca e negli investimenti industriali. Qual è la visione dell'ICS ad oggi?

Come industria abbiamo proposto l'obiettivo di raggiungere emissioni nette di carbonio pari a zero entro il 2050. Non si può negare che si tratti di una sfida, visto che al momento non sono disponibili combustibili alternativi per la decarbonizzazione del settore. La produzione di energia rinnovabile a livello mondiale dovrebbe aumentare fino al 100% solo per fornire una quantità di carburante a zero emissioni di carbonio (nette) sufficiente ad alimentare la sola industria navale.

Il trasporto marittimo deve fare la sua parte nel viaggio globale verso l’obiettivo di zero emissioni di carbonio (nette) e il nostro ultimo rapporto Fuelling the Fourth Propulsion Revolution dimostra che l'innovazione e l'opportunità andranno di pari passo. Fino al 50% di questi nuovi carburanti a basse emissioni di carbonio potrebbe essere trasportato dalle navi e il trasporto marittimo giocherà un ruolo fondamentale nella fornitura di questi carburanti a livello globale e agirà da facilitatore per i governi e le industrie per raggiungere i loro obiettivi climatici e migliorare la sicurezza energetica.

La presidenza Grimaldi è iniziata in un momento entusiasmante per l'industria navale. Gli abbiamo dato il benvenuto durante la settimana del nostro summit Shaping the Future of Shipping di giugno, in cui oltre 100 amministratori delegati e altri rappresentanti del settore si sono riuniti per discutere le azioni tangibili che possiamo intraprendere per raggiungere il net zero. L'ICS, insieme ai suoi partner, porterà avanti la proposta dei Clean Energy Marine Hubs (CEMH), uno dei principali risultati del vertice. La creazione di hub globali nei porti chiave di tutto il mondo fornirà una piattaforma intersettoriale pubblico-privata per riunire i principali attori, condividere le conoscenze, collaborare e, soprattutto, ridurre i rischi di investimento per intraprendere azioni concrete e creare le infrastrutture necessarie nei luoghi più strategici per garantire che possiamo lavorare insieme non solo per decarbonizzare le nostre industrie, ma anche il mondo intero.

A livello mondiale si sta discutendo di una tassazione punitiva per l'uso dei combustibili fossili, anche se non esistono ancora alternative concretamente utilizzabili. Cosa farà l'ICS contro un simile paradosso?

Al momento, l'accesso e l'utilizzo di combustibili alternativi da parte degli armatori è chiaramente un problema, dovuto a una combinazione tra la mancanza di infrastrutture adeguate e l'impossibilità di accedere a combustibili appropriati. Se da un lato l'industria marittima potrebbe trasportare fino al 50% dei nuovi carburanti a livello globale, dall’altro è essenziale che abbia accesso agli stessi carburanti a zero emissioni (nette) trasportati per attuare la decarbonizzazione del settore.

Il vertice Shaping the Future of Shipping, tenutosi a giugno, ha fornito alcuni chiarimenti sui prossimi passi. Tre concetti fondamentali emersi dal vertice sono state la rapida definizione delle priorità per la ricerca e lo sviluppo di carburanti e tecnologie di propulsione alternativi, l'urgente necessità di stabilire una misura globale basata sul mercato e, soprattutto, la necessità di sviluppare e accedere a carburanti puliti, non solo per il trasporto marittimo ma per tutte le industrie del trasporto globale. Trovare soluzioni a queste sfide rappresenta un'opportunità per tutti.

L'ICS continuerà a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri dell'Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) delle Nazioni Unite per garantire una regolamentazione efficace, un chiaro sostegno ai marittimi e continuare a dare priorità alla sicurezza.

Il nuovo presidente Grimaldi ha sottolineato la volontà di mettere al centro dell'azione della ICS la salvaguardia dei marittimi, con la loro professionalità e la loro abnegazione che è stata messa a dura prova dalla pandemia di due anni fa. Quali azioni concrete potrebbe proporre il team dell'ICS al suo nuovo capo?

Emanuele Grimaldi sta già facendo una grande quantità di lavoro per aiutarci a salvaguardare i marittimi. La sua passione per il benessere dei marittimi è evidente, e questo è estremamente importante anche per l'ICS. Sono stato particolarmente ispirato dal recente editoriale di Grimaldi per la pubblicazione TradeWinds, in cui ha affermato che nel suo primo anno di presidenza farà del sostegno agli equipaggi una priorità.

Non si esagera nel definire durissimo l'impatto della pandemia sui marittimi e sugli armatori. Purtroppo, durante l'apice della pandemia, 400.000 marittimi sono stati colpiti dalla crisi del cambio di equipaggio, impossibilitati a tornare a terra o ad accedere alle navi a causa delle restrizioni di viaggio imposte dalle autorità nazionali e locali. C'era una reale preoccupazione per il benessere e la sicurezza dei marittimi e una evidente minaccia per la catena di approvvigionamento. Persino Papa Francesco ha espresso la sua preoccupazione e ha esortato i governi ad affrontare la crisi.

Il settore dispone ora di norme per migliorare l'accesso alle cure mediche a terra, rafforzare i requisiti dei DPI e garantire che i marittimi possano continuare a comunicare con i loro cari. C'è ancora molto lavoro da fare in questo settore, ma si tratta di un ottimo inizio sulla base degli insegnamenti tratti dalla pandemia. L'ICS ha un ruolo importante presso l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) per garantire che i marittimi siano una priorità per gli Stati membri e continueremo a lavorare a stretto contatto con l'IMO per garantire che le lezioni siano apprese e che gli Stati membri siano meglio preparati a futuri eventi di tipo "black swan".

La sicurezza in mare è ancora un tema caldo. Quali sfide si profilano all'orizzonte dell'ICS?

La sicurezza dei marittimi in mare è una delle principali priorità dell'ICS e del settore marittimo in generale. La crescente digitalizzazione e le tecnologie verdi emergenti significano che i marittimi devono essere supportati per imparare a gestirle. L'ICS ha spinto per la revisione della Convenzione STCW, che stabilisce uno standard normativo globale per la formazione dei marittimi. In questo modo possiamo assicurarci che tutti i 2 milioni di marittimi che operano nella flotta mercantile mondiale ricevano lo stesso standard di formazione per far fronte ai rapidi sviluppi della tecnologia. Inoltre, nel 2021, insieme alla Federazione Internazionale dei Lavoratori dei Trasporti (ITF) e al Global Compact delle Nazioni Unite, l'ICS ha lanciato una Task Force per la Giusta Transizione. Questa nuova iniziativa sosterrà milioni di marittimi nella transizione verde del trasporto marittimo, dotandoli delle conoscenze necessarie per trasportare in sicurezza i nuovi carburanti.

Purtroppo i nostri marittimi e le nostre flotte continuano a essere a rischio di pirateria, ma la collaborazione ci permette di affrontare il problema e di ridurre il numero di attacchi. Ad esempio, il governo della Nigeria e una coalizione di stakeholder del settore marittimo mondiale hanno recentemente lanciato una nuova strategia per porre fine alla pirateria, alle rapine a mano armata e ai rapimenti nel Golfo di Guinea. La strategia stabilisce un meccanismo per valutare periodicamente l'efficacia delle iniziative e degli impegni anti-pirateria nel Golfo di Guinea. Rivolta a tutti gli stakeholder che operano nella regione, identificherà le aree di miglioramento e di rafforzamento per eliminare la pirateria.

Per contribuire ad affrontare le questioni relative alla sicurezza in mare, l'ICS produce una serie completa di pubblicazioni che consigliano gli armatori e gli equipaggi sulle migliori pratiche da adottare in mare, per dare loro la fiducia e le conoscenze necessarie per svolgere il proprio lavoro in sicurezza.

Teme un ritorno del protezionismo?

In questo momento così impegnativo come industria dobbiamo lavorare insieme, non lavorare in silos. Lo studio dell'ICS Protectionism in Maritime Economies illustra le politiche commerciali protezionistiche attuate dai governi di tutto il mondo. Dimostra che se i Paesi tagliassero le politiche commerciali marittime restrittive, potrebbero contribuire ad aumentare il PIL fino al 3,4% per le economie nazionali.

Lo studio dimostra che, indipendentemente dal loro livello di sviluppo economico, tutte le economie nazionali trarrebbero beneficio dalla liberalizzazione delle politiche commerciali marittime. Per incentivare le necessarie riforme politiche, lo studio ha sviluppato un nuovo indice sul protezionismo nelle economie marittime, o indice PRIME.

L'ICS si impegna a proseguire le conversazioni con tutte le organizzazioni interessate per incoraggiare la collaborazione a beneficio dell'intero settore. Siamo in un momento cruciale in cui dobbiamo estendere il nostro lavoro al di là dell'industria marittima e collegarci con istituzioni quali i ministeri dell'energia e della pianificazione se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi.

La guerra in Ucraina ha ri-polarizzato il mondo in due blocchi vanificando la globalizzazione totale perseguita per trent'anni. Secondo lei, qual’è la rotta che lo shipping deve seguire per perseguire i suoi obiettivi di sviluppo nel nuovo contesto?

In quanto industria globale, lo shipping è stato un motore fondamentale della globalizzazione. Il trasporto marittimo movimenta ogni anno 14.000 miliardi di dollari di scambi commerciali e un blocco non può funzionare senza l'altro (e viceversa).

La guerra in Ucraina ha indubbiamente un impatto sul settore e sulla catena di approvvigionamento globale, e soprattutto sulla sicurezza dei nostri lavoratori. I marittimi ucraini e russi rappresentano il 14,5% della forza lavoro marittima globale e senza di loro ci troveremmo in condizioni disastrose. Mentre guardiamo alle conseguenze di questo conflitto, vediamo anche dinamiche in evoluzione che avranno un impatto sia sugli armatori che sugli operatori portuali. I flussi commerciali, che si tratti di cereali, petrolio o gas, subiranno un impatto sia a breve termine che potenzialmente a lungo termine. La sicurezza energetica è di nuovo al centro dell'attenzione e le catene di approvvigionamento sono in continuo fermento.

Vale la pena notare che molte delle ragioni alla base dell'attuale rallentamento del commercio su scala globale non sono dovute all'industria del trasporto marittimo, ma piuttosto alle interruzioni della catena di approvvigionamento dovute a blocchi regionali, a interruzioni del commercio internazionale o a colli di bottiglia nei trasporti internazionali.

La cooperazione è fondamentale e in un recente rapporto dell'ICS Shipping Policy Principles for Pandemic Recovery (Principi di politica marittima per la ripresa dalla pandemia) l'ICS ha delineato 10 inviti all'azione che i governi possono adottare per contribuire al recupero post-pandemia e per mantenere il commercio globale in movimento. Tra questi, l'impegno per un sistema commerciale multilaterale lungimirante e basato su regole e sulla cooperazione globale, la promozione di un coordinamento nazionale efficace tra i ministeri della navigazione e le agenzie non marittime e la sensibilizzazione sull'importanza strategica del trasporto marittimo internazionale.
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